Ago 23 2009

L’importanza di essere prudenti

Published by Lorenzo at 10:02 pm under Off Topic

Ho appena terminato di (ri)leggere Contact di Carl Sagan, un grandioso (secondo me) libro di fantascienza, in cui sintentizzando brutalmente, si narra del “contatto”, sotto forma di un “Messaggio” proveniente da Vega, della civiltà terrestre con una civiltà extraterrestre, che si rivelerà estremamente più progedita delle nostra; durante questo contatto, i Cinque che hanno il privilegio di “colloquiare” con la cività extraterrestre, vengono a conoscenza di un ulteriore Messaggio contenuto all’interno dei decimali del pi greco e di altri numeri trascendenti (e ciò mi fa rimpiangere di aver dimenticato in modo pressoché completo tutta la matematica studiata alle superiori), cosa che fa pensare ad un intervento “divino” nella creazione celato in una cosa fondamentale come la matematica. La protagonista principale, Eleanor Arroway, riesce infine a scoprire dove si cela il messaggio, scoprendo una prova tangibile, a differenza di qualsiasi testo sacro di una qualsiasi religione, dell’esistenza del Creatore dell’Universo.

Tra le varie cose che mi hanno colpito in questo libro, vi è il personaggio di Sol Hadden, il quale è un geniale “inventore”, che si pone e cerca di risolvere il problema dell’immortalità, prima creando una sorta di “hotel spaziale”, poiché si presuppone che a gravità zero si possa vivere più a lungo, quindi, decide di fare un viaggio interplanetario facendo “catapultare” la propria astronave da Giove fino ad attraversare, con gli anni, vari sistemi solari, proseguendo il proprio viaggio ibernato (anche grazie al fatto che nelle profondità dello spazio la temperatura è di poco superiore allo zero assoluto) e aspettando di essere “scongelato” da una civiltà extraterrestre sufficientemente evoluta. Inizialmente Hadden aveva pensato di farsi catapultare dall’orbita di Saturno, ma mentre Giove poteva essere raggiunto in due anni, Saturno avrebbe richiesto quattro anni di viaggio, perché, “se si sta inseguendo l’immortalità, bisogna stare molto attenti”.

Questo accenno alla prudenza come strategia primaria per vivere a lungo, mi ha fatto tornare in mente Lazarus Long, l’affascinante personaggio descritto da Robert Heinlein (del quale ho ancora letto poco, in verità), grande autore della golden age della fantascienza americana. Anche Lazarus Long era una persona prudente, anche se sapeva correre dei rischi quando ne valeva la pena, e ciò gli ha consentito, oltre alle proprie peculiarità genetiche, di vivere per millenni. L’analogia della necessità della prudenza, che è una cosa allo stesso tempo frutto di un intelligente ragionamento e di un ancestrale senso pratico, mi ha fatto venire voglia di mettermi a leggere qualcosa di nuovo di Heinlein.

One Response to “L’importanza di essere prudenti”

  1. L’importanza di essere prudention 24 Ago 2009 at 12:12 pm

    [...] la lettura dell’articolo originale: L’importanza di essere prudenti [...]

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