Archive for the 'Exchange' Category

Ago 29 2008

Recuperare elementi cancellati in Exchange Server 2003

Una delle situazioni più antipatiche che un amministratore di un server di posta deve affrontare, è la richiesta da parte di qualche utente (che, sapendo di romperti le scatole, ed essendo in difficoltà, farà la richiesta nel modo più suadente possibile) di recuperare un messaggio/elemento (o più messaggi/elementi) cancellato per sbaglio. In genere la cosa è piuttosto antipatica, soprattutto se si tratta di andare a ripristinare dei messaggi dai nastri di backup.

Nel caso di Exchange, un ripristino da backup è un’operazione piuttosto delicata, poiché, se non si segue una strategia intelligente, il ripristino è un vero delirio; ad esempio, se si fa solamente il backup dello store, tramite ntbackup, bisogna ripristinare lo store, montarlo a parte e poi estrarre ciò che serve, questo almeno in linea teorica, io per fortuna non ho mai dovuto compiere quest’operazione, che secondo me equivale ad un impeto masochistico degno del miglior Tafazzi.

Rimanendo nell’ambito del backup, una strategia un minimo più intelligente può essere quella di utilizzare uno strumento come Exmerge (descritto, anche se non in modo completo, in quest’articolo), oppure un software di backup che consenta di effettuare il salvataggio delle singole cassette postali.

In ogni caso il ripristino di un backup è sempre una grossa rottura, ma, nel caso di Exchange, esistono strumenti per poter ripristinare gli elementi cancellati, a patto che questi non siano stati cancellati da più di una settimana (Exchange conserva gli elementi cancellati per una settimana come impostazione predefinita).

Nel caso siano stati cancellati alcuni messaggi o altri tipi di elementi dalla propria cassetta postale (per cancellati si intende che i messaggi sono stati rimossi anche dalla posta eliminata), è possibile utilizzare una funzione di Outlook, che consiste nell’entrare nella cartella Posta eliminata, quindi andare sul menu Strumenti -> Recupera posta eliminata, dove è possibile recuperare i messaggi cancellati da non più di una settimana, come mostrato nella figura seguente:

Figura 1 - recupera posta eliminata

Figura 1 - recupera posta eliminata

Da questa finestra è possibile decidere se ripristinare l’elemento in Posta eliminata oppure se rimuoverlo definitivamente.

Diverso il caso se si cancella per errore uno o più elementi da una cartella pubblica, poiché, in questo caso, gli elementi cancellati non finiscono nella cartella Posta eliminata, ma semplicemente svaniscono. In realtà, è possibile ripristinare gli elementi eliminati dalle cartelle pubbliche utilizzando il tool PFDAVAdmin rilasciato da Microsoft, il cui utilizzo principale consiste nella gestione centralizzata delle autorizzazioni sulle cartelle pubbliche, ma che può essere utilizzato ottimamente per ripristinare elementi rimossi incautamente da una cartella pubblica. Una volta scompattato PFDAVAdmin, lanciare l’eseguibile dal server Exchange utilizzando l’account Administrator, quindi cliccare sul menu File -> Connect ed impostare il valore del server Exchange e del Global Catalog dell’organizzazione, lasciando selezionata l’opzione Public Folders, come illustrato in figura 2:

Figura 2 - finestra di connessione di PFDAVAdmin

Figura 2 - finestra di connessione di PFDAVAdmin

Effettuata la connessione, espandere l’albero a sinistra e andare a selezionare la cartella pubblica da cui vogliamo recuperare l’elemento cancellato, quindi, selezionare la scheda Items e l’opzione in basso Deleted contents, quindi selezionare l’elemento/gli elementi da recuperare, cliccare col tasto destro e selezionare la voce Recover items, come evidenziato in figura 3:

Figura 3 - finestra di recupero elementi di PFDAVAdmin

Figura 3 - finestra di recupero elementi di PFDAVAdmin

Una volta cliccato su Recover Items, cliccare Ok sulla finestra di notifica dell’avvenuto ripristino, dopodiché verificare che l’elemento sia stato effettivamente ripristinato, cosa che in genere avviene.

La cosa bella di questo tool, è che le stesse operazioni è possibile compierle anche sulle cassette postali dell’intera organizzazione, a patto di avere le autorizzazioni del caso sulle mailbox dei singoli utenti; per poter gestire le cassette di posta, nella finestra di connessione mostrata in Figura 2 bisogna indicare l’opzione All mailboxes in luogo dell’opzione Public Folders.

Link di riferimento

http://support.microsoft.com/?scid=kb%3Ben-us%3B924044&x=4&y=9

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Mar 24 2008

Utilizzo di Exmerge

ExMerge è un’utilità fornita da Microsoft, che consente di esportare o importare, da o verso Exchange, cassette postali in formato .PST. Questa utility è utile soprattutto quando è necessario spostare le cassette postali da un server Exchange ad un altro server Exchange, oppure se si vuole fare un “backup dei poverelli” delle cassette di posta, utile se per fare il salvataggio di Exchange abbiamo solo NTBackup, che fa il backup dell’Information Store ma non delle singole caselle di posta.

Per utilizzare ExMerge, dobbiamo assicurarci di non avere nella nostra organizzazione cassette postali superiori ai 2GB; se queste esistono, è necessario ridurre le loro dimensioni, dopodiché, è possibile scaricare ExMerge dal sito Microsoft, file che quindi va scompattato, per poi copiare i file ExMerge.exe e ExMerge.ini nella cartella degli eseguibili dell’installazione di Exchange, “c:\Percorso-Cartella-Installazione-Exchange\bin”. Prima di poter eseguire l’utility però, bisogna compiere alcuni passi preliminari:

  1. creare e/o modificare un utente che abbia accesso alle cassette postali con i privilegi “Send as” e “Receive as”
  2. fermare, se necessario, il servizio SMTP per non ricevere ed inviare messaggi di posta durante la fase di esportazione/importazione
  3. effettuare un salvataggio completo dell’Information Store, per poterlo ripristinare in caso di problemi

Il passaggio n. 1 consiste nella creazione di un utente, che chiameremo ExMerge, che possa accedere alle cassette postali di tutti gli utenti con i privilegi “Send as” e “Receive as”. Per creare l’utente, utilizzare la console “Active Directory Users and Computers”, e da qui rendere l’utente appartenente al gruppo Administrators (già presente di default in ogni installazione di Windows Server 2003), dopodiché, delegare l’amministrazione dell’organizzazione Exchange all’utente ExMerge andando su System Manager, quindi cliccare col tasto destro sul nome dell’organizzazione Exchange e selezionare la voce “Delegate Control”, che apre un wizard, da lì aggiungere l’utente ExMerge agli utenti che già hanno la possibilità di amministrare Exchange, avendo cura di assegnargli il ruolo “Exchange Full Administrator”, quindi terminare il wizard confermando le scelte effettuate. A questo punto, bisogna fare i conti con le impostazioni predefinite di Exchange Server 2003, che per gli utenti facenti parte di un gruppo amministrativo (come appunto il gruppo Administrators), nega l’autorizzazione “Send As” e “Receive As” sul (o sui) Mailbox Store, per cui, bisogna impostare in modo esplicito le autorizzazioni “Send As” e “Receive As” sul Mailbox Store per l’utente ExMerge, oppure creare un gruppo di protezione specifico per gli utenti che vogliamo abilitare a questo compito, e delegare a questo gruppo l’amministrazione di Exchange. In questo caso, avendo bisogno di un unico utente, possiamo evitare di creare un gruppo di protezione.

Ora eseguire, se necessario, il passaggio numero 2 e fermare il servizio SMTP, per impedire che vengano spediti e ricevuti ulteriori messaggi di posta, che in una fase di migrazione o ripristino possono incasinare per bene le cose, e che comunque possono essere perduti al termine di questa fase. Non rimane altro da fare che effettuare un salvataggio dell’Information Store, o tramite un software di backup o semplicemente copiando il contenuto della cartella mdbdata (o comunque della cartella in cui è posizionato il database delle mailbox di Exchange).

A questo punto, è possibile far partire ExMerge, non con un doppio click ma cliccando col tasto destro sull’eseguibile selezionando la voce “Run as”, quindi specificare l’utente ExMerge appena creato e cliccare Ok. Ora possiamo scegliere tra due modalità, la modalità “One Step”, che esegue un salvataggio dello store ed un ripristino su un altro server in un unico passaggio - e la modalità “Two Step”, che consente di effettuare l’esportazione e l’importazione delle cassette postali in due fasi distinte, utile se vogliamo fare un backup o un restore delle cassette postali sullo stesso server Exchange.

Finestra di selezione della modalità ExMerge

In questo caso, vediamo la modalità Two Step: dopo aver scelto questa voce, viene richiesto se effettuare lo Step 1 (esportazione) o lo Step 2 (importazione), quindi, dopo aver scelto di fare l’esportazione delle cassette postali, specificare il server Exchange dal quale si vogliono estrarre le cassette di posta, indicando anche il Domain Controller del dominio per velocizzare le operazioni, tenere presente però che il DC va indicato con attenzione se ci troviamo in un ambiente multidominio, poiché verranno esportate solamente le cassette postali facenti parte del dominio a cui appartiene il DC indicato nella casella “Domain Controller (DC) Name”

Finestra in cui indicare da quale server Exchange estrarre le caselle di posta

Giunti fin qui, ExMerge richiede quali cassette di posta vogliamo esportare (nel nostro caso tutte), quindi, una volta selezionate le mailbox che ci interessano, andiamo avanti e selezioniamo l’impostazione della lingua di default (nel nostro caso Italiano) e selezioniamo, per maggior sicurezza, anche il flag “Use last mailbox login locale”, che consente di utilizzare l’impostazione della lingua utilizzata su una determinata casella durante l’ultimo accesso alla stessa.

Finestra di selezione dell'impostazione della lingua

Ora dobbiamo selezionare la cartella di destinazione in cui salvare i file .PST delle mailbox, quindi, fatto questo, possiamo procedere con l’estrazione vera e propria, la cui durata dipende ovviamente dal numero di caselle di posta e dal loro “peso”. Finita l’esportazione, è possibile controllare il file ExMerge.log per verificare che non vi siano stati errori in questa fase. Se tutto è andato bene, avremo una sorta di backup di tutte le cassette di posta della nostra organizzazione, che sono ripristinabili in ogni momento, con il vantaggio, a differenza di un salvataggio generico dell’Information Store, che possiamo effettuare il restore anche della singola casella postale.

Il restore di una cassetta di posta può essere fatto sempre con ExMerge, e sempre con le stesse modalità descritte in precedenza, tranne che per la scelta dello Step, infatti per effettuare un ripristino deve essere scelto lo Step 2, come mostrato nella figura sottostante:

Finestra di scelta della modalità operativa di ExMerge (esportazione o importazione)

La cosa a cui dobbiamo prestare attenzione in questa fase, è la modalità di importazione o ripristino della cassette di posta, infatti, quando ci viene richiesto il server Exchange sul quale vogliamo ripristinare le mailbox, è bene, prima di andare avanti, premere il pulsante “Options” e indicare con che modalità avviene il ripristino.

Finestra di selezione della modalità di ripristino delle cassette postali

Dall’immagine precedente, è possibile vedere che nella scheda “Import procedure” ci viene richiesto come ripristinare gli elementi della cassetta postale; trattandosi di un ripristino, la cosa più probabile è che si vogliano sovrascrivere gli elementi già presenti, opzione attivabile cliccando su “Replace existing data in target store”, anche se la scelta da effettuare dipende sempre dal contesto nel quale ci troviamo. Ora è possibile proseguire seguendo i passi svolti in precedenza, facendo attenzione a selezionare la cartella sorgente dalla quale pescare i file .PST salvati in precedenza, dopodiché è possibile procedere con il restore vero e proprio. Se tutto è andato bene, avremo ripristinato le nostre cassette di posta, in ogni caso, è sempre bene verificare tramite il file di log (ExMerge.log) che non vi siano stati errori non bloccanti.

E’ importante ricordare che il formato del file .PST creato da ExMerge è quello di Outlook 97-2002, per cui, viene a mancare il supporto ai file con dimensioni superiori ai 2GB, come accennato in precedenza; ho avuto un’esperienza del genere, la quale mi ha insegnato che ExMerge non ha apparentemente problemi a creare file .PST maggiori di 2GB, ma poi, quando si tenta di ripristinare la cassetta postale salvata, viene restituito un errore generico che ci informa che l’importazione del file PST non è andata a buon fine, quindi, spulciando il log di ExMerge (il file ExMerge.log, presente nella cartella in cui abbiamo salvato ExMerge.exe, l’eseguibile dell’utilità) troviamo questa riga:

Error configuring message service (MSPST MS) (UNKNOWN ERROR) (CMapiSession::CreateEMSPSTProfile)

Da questa piccola disavventura, si può trarre l’insegnamento che, in caso di utilizzo di ExMerge, è bene verificare, prima di lanciarlo, che le cassette postali di Exchange non superino i 2GB di dimensione; ancor meglio sarebbe utilizzare delle mailbox quota che impediscano di avere cassette postali più grandi di una certa dimensione, ma questo non sempre si può fare, purtroppo molta gente continua ad utilizzare la posta elettronica in modo improprio, tenendo nella propria casella di posta migliaia di messaggi semplicemente temendo la remota possibilità che servano in un imprecisato futuro.

Link di riferimento:
http://blogs.ugidotnet.org/alexblog/articles/24659.aspx (bell’articolo su ExMerge)
http://support.microsoft.com/kb/292509 (impostazione di un gruppo di protezione per l’utilizzo di ExMerge, io ho usato una strada leggermente diversa)
http://technet.microsoft.com/it-it/library/aa997470(EXCHG.65).aspx (strategie e procedure consigliate per ExMerge)

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Mag 18 2007

Usare uno smart host SMTP con Exchange

Se si utilizza Exchange come server di posta elettronica, la configurazione predefinita prevede un invio diretto dei messaggi di posta utilizzando il server DNS predefinito configurato sul server stesso per la risoluzione dei nomi di dominio e per l’interrogazione sul record MX del dominio del destinatario, quindi si connette direttamente ai server SMTP dei destinatari delle mail per il recapito dei messaggi. Ciò però non sempre è possibile, ad esempio perché un range di indirizzi è finito in una blacklist, quindi, per evitare questi problemi, ci si può appoggiare ad un server SMTP esterno alla nostra organizzazione per l’invio delle mail, che prende il nome di "smart host".

Per impostare uno smart host, su Exchange come su qualsiasi altro server di posta, dobbiamo considerare che in genere i provider consentono l’accesso al proprio server SMTP solo a quegli host che si connettono sulla loro rete, quindi è bene utilizzare il server SMTP del proprio provider, anche se alcuni provider richiedono anche informazioni di autenticazione sul server SMTP per poter inviare messaggi; Exchange prevede due metodi di configurazione di un server SMTP esterno: l’impostazione dello smart host sul server virtuale SMTP e la creazione di un connettore SMTP.

Per impostare uno smart host sul server SMTP virtuale andare su System Manager e fare il percorso Servers -> NomeServer -> Protocols -> SMTP -> tasto destro su Default SMTP Virtual Server, quindi cliccare su Properties, da lì andare sul tab Delivery e quindi andare sul pulsante Advanced e lì impostare l’indirizzo del server SMTP esterno nella casella "Smart host"; l’indirizzo da impostare può essere un normale indirizzo FQDN oppure un indirizzo IP compreso tra parentesi quadre (es. [1.1.1.1]), quindi una volta impostato cliccare su Ok per tornare alla schermata precedente. A questo punto, si può cliccare di nuovo su Ok se la configurazione è completata, oppure si deve cliccare sul pulsante "Outbound security" se bisogna inserire anche informazioni di autenticazione per poter inviare messaggi tramite il server SMTP esterno; in quest’ultimo caso, cliccare su "Basic autentication" ed inserire nome utente e password, quindi mettere un segno di spunta sulla voce "TLS encryption" se è necessario stabilire una connessione criptata con lo smart host. Ora non rimane che cliccare due volte su Ok, quindi basta riavviare il servizio SMTP per attivare le nuove impostazioni.

L’altro modo per configurare uno smart host consiste nella creazione di un connettore SMTP. Un connettore SMTP permette di stabilire la connessione tra il nostro server Exchange (o tra i diversi server Exchange della nostra organizzazione) e il mondo esterno, inoltre, un connettore SMTP ci dà anche la possibilità di utilizzarlo per inviare posta solamente verso certi domini, oltre a permettere di bilanciare il carico tra i diversi server Exchange presenti sulla nostra rete. Quando si crea un connettore SMTP bisogna, tra le altre cose, impostare la modalità di recapito della posta in uscita, cioè bisogna dire se spedire la posta direttamente utilizzando DNS per la risoluzione dei nomi oppure se utilizzare uno smart host, che è la situazione che interessa a noi. Per impostare lo smarthost, basta selezionare la voce "Forward all mail through this connector to the following smart hosts" e digitare il nome del server SMTP a cui inoltreremo la mail provenienti dalla nostra organizzazione; anche in questo caso, valgono le considerazione fatte in precedenza in merito all’eventuale autenticazione sul server SMTP smart host. Ora bisogna impostare almeno un server Exchange "bridgehead" (testa di ponte) responsabile dell’invio della posta tramite il connettore che si sta creando; se abbiamo un unico server Exchange nella nostra organizzazione, questo andrà impostato obbligatoriamente come server bridgehead. Ora rimane da impostare lo spazio degli indirizzi del connettore, cioè bisogna specificare se il connettore è responsabile dell’invio di messaggi per ogni dominio esistente o solamente per alcuni domini, quindi, andare sul tab "Address space", cliccare su Add e digitare * se si vogliono comprendere tutti i domini come indirizzi validi per il connettore (impostazione predefinita), dopodiché, poco più in basso, è possibile specificare l’ambito di validità del connettore (Connector scope), se non si ha un’organizzazione complessa lasciare l’impostazione di default "Entire organization".

Seguendo uno dei due metodi sopra esposti, è possibile utilizzare un server esterno alla nostra organizzazione per inviare messaggi di posta elettronica.

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Mag 13 2007

Utilizzo di una policy di creazione di indirizzi Exchange

Dopo un’installazione di Exchange Server 2003, vanno create le relative cassette di posta, e qui la situazione dipende da cosa si è fatto prima di installare Exchange: se erano presenti già in precedenza utenti di Active Directory (AD), dopo aver installato Exchange bisogna creare una cassetta di posta per gli utenti già esistenti, mentre per tutti gli utenti AD creati successivamente all’installazione di Exchange, è necessario indicare in fase di creazione se associare o meno una nuova cassetta di posta all’utente.

In entrambi i casi, gli indirizzi di posta elettronica vengono assegnati automaticamente alla cassetta di posta seguendo un determinato criterio, definito nella "default policy" visualizzabile andando su System Manager -> Recipients -> Recipient Policies; il criterio predefinito corrisponde al dominio di Active Directory, per cui se ho un utente con alias "utente" ed ho un dominio AD con nome DNS "dominio.lan", l’indirizzo di posta creato in modo predefinito è "utente@dominio.lan". Questo tipo di indirizzamento ha solamente validità locale, e siccome di certo non installiamo Exchange solo per la comunicazione interna, è necessario cambiare la policy predefinita, aggiungendo una policy con una priorità più alta (cioé col numero più basso) oppure modificando direttamente la policy predefinita, in modo da avere indirizzi di posta con un dominio identico al dominio registrato dalla nostra società; inoltre, è possibile personalizzare la parte a sinistra dell’indirizzo e-mail utilizzando le variabili messe a disposizione da Exchange.

Per creare una nuova policy, andare su System Manager -> Recipients -> Recipient Policies e quindi cliccare sul menu Action -> New e quindi scegliere "Recipient policy", si aprirà una finestra di dialogo in cui dobbiamo indicare se la nuova policy riguarda gli indirizzi di posta elettronica (E-mail Addresses) o se riguarda la gestione delle cassette postali (Mailbox Manager Settings), in questo caso scegliamo la prima voce, E-mail Addresses, clicchiamo su Ok e comparirà la finestra in cui, per prima cosa, va inserito un nome per definire il criterio (in questo caso, chiameremo la policy "Dominio Aziendale"), quindi, cliccheremo sul pulsante "Modify" per creare un filtro che applichi la policy solo a determinati elementi presenti in Active Directory; la lista degli elementi a cui è possibile applicare è mostrata in figura 1:

Find Exchange Recipients
Figura 1

Nella maggior parte dei casi, sarà sufficiente selezionare solamente "Users with Exchange mailbox", poiché difficilmente useremo la stessa policy per gli utenti e per i gruppi, più probabilmente gli utenti seguiranno un criterio ed i gruppi un altro criterio, quanto ai Contatti, è improbabile definire per essi una policy comune; da notare che, cliccando sulla scheda Advanced, è possibile creare dei filtri con criteri più stringenti per selezionare solamente, ad esempio, parte degli utenti con cassette di posta rispondenti a determinati criteri. Fatto questo, cliccare su Ok ed ancora su Ok al messaggio successivo, quindi andare sulla scheda "E-mail Addresses (Policy), cliccare sulla voce SMTP presente (corrispondente alla policy di default di Exchange) e cliccare sul pulsante "Edit" per modificare il criterio; a questo punto, è opportuno conoscere le variabili necessarie per comporre la nostra policy, che si baserà su nome e cognome dell’utente:

%g -> Given name -> Nome
%s -> Surname -> Cognome

Se ad esempio abbiamo il dominio dell’azienda che prende il nome di "nomeazienda.com" e vogliamo che gli indirizzi aziendali siano tutti del tipo "mario.rossi[at]nomeazienda.com", dovremo specificare la seguente policy:

%g.%s@nomeazienda.com

In realtà, molto spesso le aziende usano spesso indirizzi del tipo "m.rossi@nomeazienda.com", ed in questo caso, per avere il risultato voluto, nella policy bisogna scrivere questa stringa:

%1g.%s@nomeazienda.com

dove 1 indica che andrà preso per la variabile %g solamente il primo carattere, in questo caso l’iniziale del nome appunto (per ulteriori informazioni sulle variabili utilizzabili in questo contesto consultare la relativa pagina della Knowledge Base Microsoft). Una volta scritto il criterio, cliccare su Ok e quindi su Yes, e la policy è attiva. Gli indirizzi di posta verranno quindi modificati a seconda dell’intervallo di aggiornamento specificato in "Recipient Update Services" presente nella voce "Recipients" nella struttura generale di System Manager. E’ possibile specificare in seguito una ulteriore policy per i gruppi di distribuzione, ad esempio utilizzando le variabili %d (Display name) o %m (Alias Exchange dell’utente AD), così da avere due policy distinte per gruppi ed utenti.

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Apr 28 2007

Scaricare posta da server POP3 con Exchange Standard

Exchange Server in edizione Standard ha il problema di non poter scaricare mail da server POP3 per poi recapitarle alle caselle di posta locali, poiché questa versione non ha un connettore POP3, presente invece nella versione Small Business di Exchange. Per ovviare a questo problema, esistono diversi connettori POP3 per Exchange, ma, per quel che ho visto io, sono tutti a pagamento. Se non si vogliono spendere altri soldi per acquistare un connettore POP3 (per quanto diversi connettori non hanno certo importi proibitivi) e si ha un’altro PC a disposizione, è possibile installare hMailServer, un mail server open source per Windows dall’interfaccia semplice e funzionale, e che permette di scaricare la posta elettronica da un server POP3 e di inoltrarla all’indirizzo desiderato sul server Exchange. Detto così è semplice, e in effetti non è una soluzione molto complicata da utilizzare, ma bisogna prestare un po’ di attenzione a ciò che si fa.

Dando per scontato di avere Exchange Standard 2003 funzionante e correttamente configurato, dovremo installare hMailServer sull’altra macchina Windows (meglio un Windows Server, ovviamente se dobbiamo installare una macchina "solo" per quello scopo, conviene acquistare un connettore POP3), la cui installazione non è complicata ed è spiegata piuttosto bene nella documentazione presente sul sito di hMailServer. Tenere presente che hMailServer ha bisogno di un database di appoggio, che può essere MySQL o SQL Server (la stessa installazione di hMailServer può installare una propria versione minimale di MySQL, personalmente preferisco installarmi autonomamente MySQL).

Dopo aver installato hMailServer, va creato il dominio della posta; è consigliabile scegliere un nome di dominio differente sia dal dominio "ufficiale" di posta elettronica sia dal dominio Active Directory, e quindi, sotto il cappello di questo dominio, vanno create le caselle di posta elettronica, una per ogni casella accessibile sul server POP3 da cui dobbiamo scaricare la posta.

Per ogni casella di posta creata in hMailServer, dovremo andare nella scheda "Account esterni", cliccare sul pulsante "Aggiungi" ed inserire le informazioni relative a server POP3, nome utente e password - parametri che vengono forniti dal fornitore del servizio - inoltre, bisogna indicare ogni quanti minuti si scaricheranno i messaggi dal server e se si vogliono cancellare o meno i messaggi sul server POP3; inserite queste impostazioni, bisogna indicare a quale indirizzo vanno inoltrati tutti i messaggi ricevuti sulla casella di posta definita su hMailServer andando sulla scheda "Inoltro", in cui bisogna indicare l’indirizzo al quale inviare i messaggi. Qui bisogna prestare particolare attenzione alla situazione un po’ particolare: su Exchange sono definite le caselle con indirizzo di posta primario quello "ufficiale" corrispondente al dominio aziendale - ad esempio azienda.it - quindi, la policy predefinita per gli indirizzi di posta sarà "@azienda.it"; in tal caso, se su hMailServer inoltriamo le mail verso gli indirizzi di posta "@azienda.it", queste verranno di nuovo ricevute sul server di posta del nostro fornitore di servizio, ed hMailServer le riscaricherà, creando un circolo vizioso che porterà in un tempo più o meno breve alla saturazione del servizio. A questo punto abbiamo due soluzioni:

  1. creare per ogni utente di Active Directory un indirizzo di posta secondario (e non predefinito) che termina con il dominio definito in AD stessa (ad esempio, @azienda.lan) ed inoltrare le mail verso quest’indirizzo;
  2. creare una zona azienda.it sul DNS del domain controller e definire come record MX del dominio il server Exchange.

Se seguiamo la soluzione numero 1), dovremo definire nella scheda "Inoltro" di ogni casella di hMailServer l’indirizzo di posta corrispondente all’utente e che termina con "@azienda.lan", se invece seguiamo la soluzione numero 2), utilizzeremo come indirizzo di inoltro gli indirizzi di posta "ufficiali" (@azienda.it), avendo cura di impostare come server DNS del server hMailServer l’indirizzo IP del domain controller, cosa che si deve fare in ogni caso. Personalmente preferisco la soluzione numero 1), poiché in questo modo si evita di far confusione con gli indirizzi, identici in tutte le situazioni, mentre utilizzando indirizzi "@azienda.lan", la parte amministrativa è più impegnativa ma le due situazioni sono ben distinte, senza contare che così facendo non si va ad impiastricciare il DNS di Active Directory, particolare non trascurabile. L’utilizzo di hMailServer come connettore POP3 presenta un vantaggio da prendere in considerazione, cioé il fatto che è possibile mantenere il messaggio nella cartella di hMailServer, in questo modo si ha una copia di tutti i messaggi ricevuti, cosa utile in caso di disastri con il server Exchange, anche se ovviamente la cosa migliore è avere una buona strategia di backup.

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Mar 09 2007

Visualizzare il livello SCL dei messaggi filtrati da IMF

Intelligent Message Filter (IMF) di Exchange Server 2003 archivia i messaggi di posta elettronica bloccati a livello di gateway in una cartella ben definita (qui maggiori dettagli). IMF però ha un difetto, cioè quello di non indicare il valore SCL (Spam Confidence Level) di ogni messaggio di posta; questo è un limite piuttosto antipatico, poiché in caso di falsi positivi bloccati a livello di gateway ed archiviati nell’apposita cartella non sapremo quali contromisure prendere.

Un modo per visualizzare il livello SCL delle singole mail però esiste, e consiste nella creazione di una voce di registro di sistema sul server Exchange, quindi andare in HKLM\Software\Microsoft\Exchange\ContentFilter e creare un nuova voce con valore DWORD e chiamarla ArchiveSCL e quindi impostarne il valore ad 1.

Ora i messaggi archiviati "per errore" da IMF nella cartella UceArchive avranno una nuova intestazione chiamata X-SCL, ed in cui a fianco compare il valore da 1 a 9 di SCL ed il corrispondente valore in percentuale. L’intestazione X-SCL è visibile semplicemente aprendo il file .eml con il blocco note.

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Mar 01 2007

Gestire lo spam eliminato da Intelligent Message Filter

Su un server Exchange con installato Intelligent Message Filter (IMF), la gestione dello spam avviene distinguendo ciò che il sistema ritiene palesemente spam e ciò che, nel dubbio, Exchange recapita all’utente nella cartella Posta indesiderata nella casella di posta. Ovviamente, ciò che non viene ritenuto spam, viene recapitato all’utente nella cartella predefinita Posta in arrivo, se si escludono eventuali regole.

Ciò che IMF ritiene spam al 100%, viene depositato sotto forma di file con estensione .eml (visualizzabile quindi con Outlook Express) nella cartella "C:\Program Files\Exchsrvr\Mailroot\vsi 1\UceArchive" (se non viene specificata una cartella diversa dalla cartella predefinita). Il problema principale di questo sistema è che, a quanto ne so, non esiste un modo per dire ad Exchange di cancellare il contenuto di questa cartella ogni settimana od ogni mese, e considerando che in una rete di medie dimensioni si possono tranquillamente ricevere migliaia di messaggi spam al giorno, la cartella UceArchive in un lasso di tempo relativamente breve può assumere proporzioni davvero notevoli.

Una soluzione artigianale ma efficace consiste nello schedulare un file batch che si occupi di cancellare il contenuto della cartella UceArchive una volta alla settimana oppure una volta al mese (questo dipende da quanti utenti sono presenti sulla rete locale e dal volume di mail indesiderate in arrivo sul server di posta), utilizzando un semplicissimo batch come questo:

c:
cd \
cd "program files\exchsrvr\mailroot\vsi 1\ucearchive"
del /q /f *.*

Il percorso mostrato nella terza riga del listato cambierà se è stato cambiato il percorso predefinito dell’installazione di Exchange. Salvando questo file con nome del_UceArchive.cmd e schedulando questo batch si mantiene pulita nel tempo la cartella UceArchive, evitando di sprecare inutilmente spazio.

Aggiornamento: link a programmi per gestire le mail contrassegnate come spam.

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Feb 06 2007

Casella di posta utilizzata da più persone su Exchange

Published by Lorenzo under Exchange, Server, Windows Server

Quando si crea una casella di posta elettronica su Exchange (versione 2003), solo l’utente definito in Active Directory associato alla casella in questione può accedervi ed operare con tutti i privilegi, nemmeno l’utente Administrator può accedere ad una casella di posta che non gli appartiene.

E’ comunque possibile dalla console di amministrazione di Active Directory (dsa.msc) permettere ad altri utenti di accedere alla casella di posta in questione e inviare messaggi per conto dell’utente proprietario di detta casella. Nel nostro caso, dobbiamo fare in modo che l’utente RoadRunner possa utilizzare pienamente la casella di posta elettronica di WileCoyote.

Per prima cosa, bisogna fare in modo che la casella di posta di WileCoyote sia accessibile anche da altri utenti (nel nostro caso RoadRunner); perché ciò sia possibile, è necessario abilitare la visualizzazione delle caratteristiche avanzate di Active Directory, andando sul menu View e cliccando su "Advanced features". Ora accedere alle proprietà dell’utente WileCoyote ed andare sulla scheda "Exchange Advanced" e cliccare sul pulsante "Mailbox Rights", si aprirà la classica finestra in cui è possibile aggiungere o togliere utenti ed autorizzazioni, aggiungere quindi l’utente RoadRunner e dargli le autorizzazioni "Full mailbox access". Ora l’utente RoadRunner ha il pieno accesso alla casella di WileCoyote.

Il secondo passaggio da compiere risolve un’altra problematica: stando così le cose, RoadRunner ha l’accesso alla casella di posta ma non può inviare messaggi di posta. Per consentire a RoadRunner di inviare messaggi per conto di WileCoyote, sempre da Active Directory cliccare sulle proprietà di WileCoyote, quindi andare nella scheda Security, cliccare in basso sul pulsante Advanced, cliccare su Add e scegliere l’utente RoadRunner, cliccare su Ok e nella successiva finestra, dall’elenco a discesa "Apply onto", scegliere la voce "This object only", quindi mettere il segno di spunta solamente sul tipo di autorizzazione "Send as" e dare sempre conferma col tasto Ok, quindi chiudere Active Directory. Dopo una disconnessione preventiva, l’utente RoadRunner sarà in grado di inviare posta elettronica, accedendo col proprio utente, per conto dell’utente WileCoyote.

La procedura sopra descritta si può applicare anche a più utenti oppure a gruppi definiti in Active Directory.

Link di riferimento: http://msexchangeteam.com/archive/2005/01/07/348596.aspx

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Nov 21 2006

Cartella pubblica che agisce come mailbox

Published by Lorenzo under Exchange, Mail Server, Server

Una cartella pubblica in Exchange è un oggetto che permette l’accesso ad elementi di tipo diverso (posta, calendario, contatti) potenzialmente a tutti i componenti del gruppo di lavoro di Exchange. E’ possibile consentire diversi livelli di accesso agli utenti Exchange.

In quei casi in cui è necessario che diversi utenti possano vedere i messaggi di posta che arrivano ad una singola casella di posta elettronica, si può creare una lista di distribuzione che permetta la ricezione della posta inviata ad un determinato indirizzo ai componenti della lista stessa. Ciò è una buona soluzione, ma non permette di tenere traccia di eventuali risposte alla richiesta stessa, col rischio che vengano date più risposte alla stessa richiesta.

La soluzione a questo problema è quella di creare una cartella pubblica che contenga elementi di tipo Posta e fare in modo che agisca come una normale casella di posta elettronica. Per prima cosa, bisogna assegnare da Outlook i permessi appropriati sulla cartella pubblica: scegliere gli utenti che potranno visualizzare ed operare sulla cartella pubblica, e assegnare loro i privilegi appropriati, quindi, bisogna assegnare all’utente “Anonimo” il ruolo di “Consulente”, magari disabilitando per quell’utente la visualizzione della cartella (cosa non obbligatoria ma consigliata), altrimenti le email non verranno scritte nella cartella pubblica ed il mittente si vedrà recapitare un errore. Fatto questo, bisogna accedere alla console System Manager sul server Exchange, andare nella cartella Folders e cliccare col tasto destro sulla cartella pubblica, quindi andare su All Tasks e scegliere la voce “Mail Enable”, in modo da abilitare la cartella alla ricezione di posta elettronica.
La cosa interessante è la possibilità di rispondere al mittente (come nei normali servizi di posta elettronica), ma soprattutto di poter rispondere al messaggio direttamente nella cartella pubblica, in modo tale che quando una persona risponde al messaggio, possa poi indicare nella cartella pubblica d’aver risposto al messaggio e secondo quale modalità, facilitando la condivisione delle informazioni. Purtroppo non sono riuscito a fare in modo che quando si risponde al mittente, la risposta finisca anche direttamente nella cartella pubblica, è possibile farlo non rispondendo al mittente ma facendo un nuovo inserimento nella cartella pubblica, anche se per fortuna il nuovo inserimento altro non è che una sorta di risposta al messaggio di posta elettronica ricevuto dall’esterno. Impostando poi la visualizzazione con raggruppamento per Conversazione, è possibile tenere una traccia piuttosto precisa corrispondenza “storica” della nostra casella di posta, cosa molto utile in un team.

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Nov 06 2006

Appunti su Exchange

Attivazione di Intelligent Message Filter

Exchange Server 2003, a cominciare dal Service Pack 2, mette a disposizione un componente che permette di filtrare lo spam con discreta efficienza. Questo componente si chiama Intelligent Message Filter (d’ora in poi IMF). IMF dev’essere prima configurato nella console amministrativa di Exchange e poi abilitato esplicitamente sul server SMTP (sempre dalla console di Exchange). Andare quindi su System Manager e cliccare su Global Settings e quindi col tasto destro su Message Delivery e scegliere la voce Properties. Da qui, andare sul tab Intelligent Message Filtering, dove ci sono due sezioni da configurare, Gateway Blocking Configuration e Store Junk E-mail Configuration. In tutte e due le sezioni bisogna specificare un numero che va da 0 a 9 chiamato Spam Confidence Level (SCL), dove 0 rappresenta il massimo della capacità del filtro di bloccare lo spam mentre 9 rappresenta la minima capacità di filtraggio. In genere, si cerca un compromesso per evitare che vengano filtrate anche mail che non sono spam, a costo di lasciarsi sfuggire qualche cosa. Nella sezione Gateway Blocking Configuration si indica un valore SCL che, se uguale o maggiore, determina l’archiviazione del messaggio, che quindi l’utente non vede neppure, per cui, in questo caso è bene indicare un valore piuttosto elevato (6 o 7), in modo che non vi siano falsi positivi che non arrivano all’attenzione dell’utente.
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