Set
11
2007
Quando si fa un backup su Windows Server 2003 utilizzando l’utilità integrata (ntbackup), può capitare che per qualche motivo non venga eseguito il backup; le cause possono essere varie, ed a questo proposito è bene controllare il log di ntbackup, che di solito descrive, seppur in modo striminzito, le ragioni del mancato salvataggio. Se il log dà un responso simile a questo:
Backup Status
The requested media failed to mount. The operation was aborted.
e nel log degli eventi compare un evento con Id 168 e l’origine Removable Storage Service, ciò significa che per qualche ragione il servizio Removable Storage non riesce a comunicare con l’unità di backup. In questo caso, una possibile soluzione consiste nel disinstallare da Gestione periferiche (Device manager) l’unità di backup e nel successivo riavvio del server, in modo tale che Windows reinstalli l’unità di backup appena disinstallata; fatto questo, se tutto va bene avremo di nuovo il nostro backup funzionante.
Lug
14
2007
Microsoft mette a disposizione diversi webcast in cui vengono trattati svariati argomenti molto interessanti che vanno dalla gestione di Windows Server, ad Exchange e così via. I webcast sono scaricabili dal sito di Technet in formato Windows Media Video, e quindi si possono visualizzare tranquillamente con Windows Media Player, finché si rimane su PC; se si cerca di visualizzare il webcast con Windows Media Player su Windows Mobile (quindi su un palmare o su uno smartphone) invece è possibile solamente sentire l’audio, ma non vedere la parte video del webcast. Ciò è dovuto al fatto che il codec video con cui sono realizzati i webcast Microsoft è il Windows Media Video 9 Screen, che non è supportato da Windows Media Player Mobile.
Per ovviare a questo problema, è possibile scaricare ed installare Windows Media Encoder 9, uno strumento che permette di fare diverse cose riguardanti la manipolazione di contenuti audio e video, e che tra le altre cose permette di convertire un video dal formato WMV al formato WMV per Pocket PC. Per fare la conversione, bisogna selezionare, appena partito il programma, la voce "Convert a file", quindi indicare il file di origine ed il file di destionazione, poi andare avanti e scegliere la voce "Pocket PC" alla richiesta di scelta del metodo di distribuzione del contenuto multimediale, dopodiché scegliere come formato video "Pocket PC standard video (CBR)" e come formato audio "Voice quality audio (CBR)", impostazioni che ci aiutano a ridurre le dimensioni del video senza perdere troppo in qualità, considerato il tipo di contenuto. Fatto questo, rimangono opzioni poco importanti fino ad arrivare alla fine della creazione guidata ed all’inizio della conversione vera e propria.
Tenere presente che la conversione prende un po’ di tempo (su un video di 1 ora e mezzo può impiegare all’incirca mezz’ora), ma soprattutto che il file così creato è decisamente più grande dell’originale (il nuovo file può essere quasi 5 volte più grande del file originario in termini di occupazione di memoria), quindi è necessario dotarsi di una scheda di memoria capiente per il proprio palmare se si ha intenzione di sfruttarlo intensivamente per visualizzare questo tipo di contenuto.
Apr
11
2007
In una rete con un dominio Active Directory, è possibile che sul domain controller appaiano messaggi che notificano il tentativo di un client di autoeleggersi Master Browser ai danni del controllore di dominio; il master browser è quel computer che gestisce la lista degli host presenti sulla rete locale, e problemi col master browser si traducono in possibili problemi nello sfogliare le risorse di rete. Il messaggio che compare nel visualizzatore eventi ha id evento 8003 e origine "Mrxsmb", per altri dettagli su questo errore vedere sul sito eventid.net.
Una delle possibili soluzioni consiste nell’impedire che un client cerchi di autoeleggersi master browser, e ciò è possibile intervenendo sul registro di sistema, precisamente impostando il valore delle voce HKEY_LOCAL_MACHINE\ SYSTEM\ CurrentControlSet\Services\ Browser\ Parameters\ MaintainServerList a FALSE; per farlo, è naturalmente possibile modificare il registro a mano, ma trovandoci in una rete locale potremmo anche utilizzare un file batch, posizionato sul server in modo che sia utilizzabile da tutti i PC della rete locale che eventualmente presentano questo problema (tenere presente che il seguente batch è applicabile solo sui sistemi da Windows XP in avanti). Utilizzeremo quindi il comando REG per togliere ed aggiungere la voce di registro col valore modificato; sarebbe stato più logico modificare direttamente il valore nel registro, ma credo che non esista un modo di modificare in un solo passaggio il valore di una voce di registro. Inoltre, la prima istruzione del file batch servirà per fare un salvataggio della chiave di registro coinvolta, operazione molto utile per poter ripristinare la chiave di backup originaria in caso di problemi. Di seguito le poche righe del batch:
reg save HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\Browser\Parameters c:\browserParameters.hiv
reg delete HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\Browser\Parameters /v MaintainServerList /F
reg add HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\Browser\Parameters /v MaintainServerList /t REG_SZ /d FALSE
Esaminiamo il batch: la prima riga, come scritto, consente di salvare la chiave indicata nel file c:\browserParameters.hiv, ripristinabile col comando "reg restore"; la seconda riga, cancella la voce MaintainServerList (che è richiamata con l’opzione /v) nella chiave indicata, forzando la cancellazione con l’opzione /F; la terza riga aggiunge la voce MaintainServerList nella chiave indicata, specificando, oltre alla voce, il tipo di dati della voce stessa con l’opzione /t, ed il valore da assegnare alla voce con l’opzione /d, valore che deve essere racchiuso tra virgolette se composto da più parole.
Il batch è tutto qui, l’unica cosa da tenere presente è che il batch andrebbe eseguito con i privilegi di amministratore della macchina.
Feb
15
2007
Può avvenire che a causa di svariati problemi un sistema Windows ad un certo punto si rifiuti di partire rendendo necessaria una reinstallazione del sistema. Alcune volte non è necessario formattare e reinstallare tutto da capo, si può risolvere semplicemente installando Windows sopra se stesso, tramite un ripristino (che alla fine è una reinstallazione di Windows stesso che non cancella le impostazioni preesistenti).
Questo tipo di approccio, quando funziona, può comunque lasciare qualche piccolo problemino, come quelli che mi si sono presentati dopo una reinstallazione di Windows 2000 Professional. Il problema principale era il fatto che Outlook non riusciva a trovare il server Exchange, sebbene la rete ed Outlook fossero correttamente configurati e funzionanti.
La prima cosa che ho notato è che il servizio "Connection Manager di Accesso remoto" non voleva partire dando un errore di accesso negato, coinvolgendo nello stesso problema un altro servizio dipendente da questo, "Auto Connection Manager di Accesso remoto", presentando nel visualizzatore eventi (Event viewer) l’errore con id evento 20035 ed origine "RasMan", e l’errore con id evento 7023 ed origine "Service Control Manager". Per risolvere il problema basta eliminare (previo salvataggio delle chiavi di registro coinvolte) le voci di registro:
HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\RasMan\PPP\EAP\25
HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\RasMan\PPP\EAP\26
Così facendo i servizi elencati in precedenza partono senza problemi, ma il problema con Outlook persiste imperterrito.
Per risolvere definitivamente il problema, ho preso la chiave di registro HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Rpc\ClientProtocols esportandola da un PC correttamente funzionante ed importandola sul PC in questione, poiché questa chiave probabilmente è stata cancellata in seguito alla reinstallazione di Windows. Fatto questo, anche il problema con Outlook è sparito ed il PC è pienamente utilizzabile.
Link di riferimento
Impossibile creare una nuova connessione di rete dopo avere ripristinato Windows XP
You cannot log on to an Exchange Server computer when you are running OutlookYou cannot log on to an Exchange Server computer when you are running Outlook
Gen
30
2007
In Windows Vista esiste un meccanismo di protezione chiamato UAC (User Access Control), che sostanzialmente consiste nel far girare i processi e le applicazioni con privilegi limitati per impedire che virus e malware possano compiere operazioni non autorizzate sul sistema. Quando un software ha bisogno di compiere operazioni che comportano una "scalata dei privilegi" (in altre parole quando queste operazioni devono essere eseguite coi privilegi di amministratore), richiede un’autorizzazione, che possiamo concedere o meno a seconda di ciò che stiamo facendo.
Ciò naturalmente è valido anche per la riga di comando, infatti alcuni script ed alcuni comandi potrebbero non funzionare, restituendo il messaggio d’errore Per eseguire l’operazione richiesta è necessaria l’esecuzione con privilegi elevati. Per ovviare a questo problema, è necessario far partire il prompt dei comandi in modalità amministratore, andare su Start -> Tutti i programmi -> Accessori, cliccare col tasto destro su "Prompt dei comandi", da lì cliccare col tasto sinistro su "Esegui come amministratore" e concedere l’autorizzazione, fatto questo è possibile notare che sulla barra del titolo del prompt dei comandi compare scritto "Amministratore: Prompt dei comandi"; in questo modo potremo eseguire interattivamente anche quegli script e quei comandi che richiedono privilegi amministrativi per la loro esecuzione.
Gen
26
2007
In diverse occasioni può essere utile vedere quali processi sono attivi, quanta memoria occupano e come si "comportano" sul nostro sistema. Per svolgere questi compiti esistono semplici programmini freeware, ma volendo queste informazioni si possono ricavare anche da linea di comando.
Per vedere la lista dei processi in esecuzione sul proprio PC è possibile utilizzare il comando tasklist, disponibile sui sistemi Windows XP e 2003. Questo comando permette di vedere l’elenco dei processi in esecuzione sul sistema, il loro PID (il numero identificativo del processo, cosa molto utile) e la loro occupazione in termini di memoria RAM. Questo comando ha anche un’utile opzione, "/svc" (il comando esteso diventa quindi tasklist /svc), che permette di conoscere i servizi associati ad un determinato processo. Siccome alcuni malware sono talmente fetenti da avviarsi non come processo ma come servizio, conoscere a quale servizio è associato un file in esecuzione può essere molto utile.
Un altro comando con funzioni simili è pmon, disponibile in Windows Server 2003 previa installazione dei Resorce Kit Tools scaricabili dal sito Microsoft, che permette di vedere in tempo reale i processi attivi sul sistema. L’incolonnamento delle varie voci potrebbe migliorare e tutto l’insieme non è di facile lettura, però questo comando ha una cosa molto carina, la possibilità di vedere immediatamente quanta memoria fisica è disponibile sul sistema.
Queste informazioni possono essere utilissime se associate alle informazioni ricavabili dal comando netstat -noa. Questo comando permette di vedere le connessioni di rete attive e di visualizzare il PID associato ad una determinata connessione di rete. Incrociando il PID con la lista dei PID visualizzata col comando tasklist è possibile determinare il nome del file associato ad una applicazione in ascolto su porte strane, per cui, conoscendo il file, è possibile analizzarlo per vedere se si tratta di un malware o di un processo legittimo.
Gen
23
2007
A volte accade che abbiamo in una cartella più file che vogliamo rinominare seguendo uno stesso criterio di ridenominazione. Ad esempio, in una cartella contenente i file fatture2006.xls e lettere2006.doc, vogliamo aggiornare l’anno al 2007 per tutti e due i file; per farlo, possiamo digitare dal prompt dei comandi il seguente comando:
ren *2006.* *2007.*
in questo modo, i file contenuti nella cartella prenderanno i nomi fatture2007.xls e lettere2007.xls
Nov
06
2006
Guida pubblicata su WinInizio
ANALISI DEL PROBLEMA
Si prendano in considerazione due reti Ethernet, una chiamate Rete A con indirizzo di rete 192.168.1.0/24 e una chiamata Rete B con indirizzo di rete 192.168.5.0/24. Queste due reti sono separate tra di loro sia fisicamente che logicamente. Lo scopo è quello di far comunicare tra di loro le due reti, senza modificare il loro indirizzamento IP. La rete avrà l’aspetto mostrato nella figura 1

Figura 1
SOLUZIONE DEL PROBLEMA
Per far comunicare tra di loro due reti con indirizzamento IP distinto, la soluzione più ovvia è quella di utilizzare un router. Detto router deve avere due interfacce di rete Ethernet, una che sia ingrado di comunicare con la Rete A e una che comunichi con la Rete B. In questo caso, prendiamo in considerazione l’utilizzo di un PC con Windows XP Professional, con installate due schede di rete.
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